"IL NUOVO CHIRINGUITO
DEL CORVETTO: imparare a vivere insieme, a vivere con gli altri"
8 settembre 04 - 8 giugno 05
CONTINUITA'
"Il nuovo Chiringuito del Corvetto: imparare a vivere insieme,
a vivere con gli altri", rappresenta, per molti aspetti,
la naturale prosecuzione del Progetto "Il Chiringuito
del Corvetto: per la prevenzione del disagio sociale nel quartiere".
La filosofia e i principi ispiratori che hanno animato l'impianto progettuale
iniziale rimangano, infatti, invariati.
Invariato rimane anche l'impianto metodologico generale, rivelatosi particolarmente
solido ed efficace, improntato per intervenire sui bisogni emergenti in
una logica di superamento della frammentazione degli interventi.
NOVITA'
Ciononostante, "Il nuovo Chiringuito del Corvetto:
imparare a vivere insieme, a vivere con gli altri", non si profila
come una semplice riproposizione del Progetto concluso, poiché,
per diversi motivi esso si declinerà, nelle sue diverse azioni,
in maniera sostanzialmente differente.
L'attuazione del Progetto ora concluso ha, infatti, fatto emergere domande
e bisogni nuovi e, almeno in parte, inattesi rispetto a quelli considerati
in fase di progettazione, dei quali non era ovviamente possibile non tenere
conto nell'immaginare un prosieguo del lavoro svolto.
Inoltre, grazie alla forte attenzione prestata al lavoro di rete, che
ha coinvolto diversi soggetti del pubblico e del privato sociale, l'attuazione
del Progetto ora concluso ha permesso l'emersione e la messa in comune
di importanti contributi ai fini di una lettura/rilettura dei diversi
bisogni implicati nel processo di integrazione dei cittadini stranieri.
Ciò ha consentito di meglio focalizzare la complessità e
la poliedricità di tali bisogni e di programmare, pertanto, ulteriori
tipologie di intervento ipotizzabili come maggiormente efficaci.
Il Quartiere Corvetto - quartiere periferico,
connotato per la pesantezza del suo carico sociale, con una forte concentrazione
di stranieri immigrati con significativa crescita demografica - si riconferma
quale ambito elettivo
dell'intervento.
Le scuole del quartiere si configurano, nuovamente, come punto di partenza
del Progetto pur non rappresentando l'unica area di azione.
Una significativa innovazione è data dall'estensione
del numero di soggetti aderenti al Progetto.
Per quanto concerne l'ambito scolastico, ai tre plessi dell'Istituto Comprensivo
F. Filzi (scuola elementare di via Ravenna, scuola elementare di via Wolf
Ferrari, scuola media di via Dei Guarneri), aderenti al Progetto concluso,
si aggiunge la Scuola Media Statale Martinengo-Alvaro (scuola media di
via Mincio, scuola media di via Martinengo), per un totale di 5 plessi
coinvolti.
Si tratta, in tutti i casi, di realtà scolastiche caratterizzate
da una forte concentrazione di alunni stranieri come testimoniato dai
seguenti dati:
Istituto Comprensivo Filzi - a.s. 2003-2004
Totale alunni iscritti: 826
Alunni stranieri: 134
Alunni stranieri iscrittisi nel corso dell'anno: 51
Scuola Media Statale Martinengo-Alvaro - a.s. 2003-2004
Totale alunni iscritti:667
Alunni stranieri: 111
Alunni stranieri iscrittisi nel corso dell'anno: 21
(di cui 12 neo immigrati non italofoni).
Aderiscono, inoltre, all'attuazione del Progetto:
a.. A.ME.LIN.C - Associazione Mediatori Linguistico Culturali
di Milano e Provincia
b.. Centro polifunzionale "Polo Ferrara"
c.. Consiglio di Zona 4
d.. Cooperativa Sociale "La strada"
e.. Centro Servizi Amministrativi di Milano
f.. Opera Nomadi Milano
L'idea di fondo che attraversa e ispira l'intero Progetto
può essere così sintetizzata: qualsiasi intervento a favore
dell'integrazione dei giovani cittadini stranieri non può ridursi
ad azioni rivolte ad essi solamente ma deve, necessariamente, contemplare
una serie di azioni parallele dirette, in senso più generale, alla
società di accoglienza e, nello specifico, ai diversi soggetti
e alle diverse realtà con cui questi cittadini vengono quotidianamente
a contatto.
MODALITA' DI REALIZZAZIONE
LIVELLI D'INTERVENTO
Come già anticipato, le scuole del quartiere
aderenti al Progetto si configurano come punti di partenza dello stesso.
Quest'ultimo, però, non si esaurisce al loro interno, essendo articolato
sui seguenti livelli che operano in parallelo e secondo un reciproco interscambio.
1.. Intervento intrascolastico
a.. Insegnamento dell'italiano L2
b.. Mediazione linguistico-culturale
c.. Educazione interculturale
d.. Valorizzazione e mantenimento della lingua e della cultura d'origine
e.. Sensibilizzazione e formazione degli operatori scolastici
f.. Attività di consultazione psicologica
g.. Sensibilizzazione dei genitori autoctoni
h.. Attività di cineforum per la scuola media
i.. Animazione
2.. Intervento extrascolastico
• Giocacortili
• Animazione nel campo Rom
3.. Intervento sul territorio
• Implementazione della rete
dei servizi
• Consolidamento della struttura organizzativa
del tavolo permanente
L'utenza del Progetto
Scegliere di partire dalla scuola - che, nonostante
tutte le sue contraddizioni e difficoltà, per ovvi motivi, rimane
luogo insostituibile e privilegiato per rafforzare l'integrazione sociale
e scolastica dei giovani cittadini stranieri - implica, coerentemente
con l'idea cardine del Progetto, che questi ultimi siano i soggetti primi
dell'intervento ma non
siano i soli.
La nostra ipotesi di lavoro, che si è andata sempre meglio delineando
nell'arco di tempo di attuazione del Progetto concluso, è che tutta
la scuola, nelle sue diverse componenti, attraverso tutti i suoi luoghi
e i suoi tempi andrebbe pensata come luogo di mediazione culturale.
Le diverse azioni del Progetto, nell'ambito dell'intervento intrascolastico,
saranno, pertanto, rivolte a:
• Alunni stranieri
• Alunni autoctoni
• Genitori stranieri
• Genitori autoctoni
• Insegnanti
• Personale non docente
Per quanto concerne le attività inerenti il livello extrascolastico,
le diverse azioni saranno principalmente rivolte a:
a.. Minori stranieri residenti nel quartiere Corvetto e loro famiglie
b.. Minori residenti nel campo Rom di Via Vaiano Valle e loro famiglie.
L'INTERVENTO INTRASCOLASTICO
Insegnamento dell'Italiano L2
All'interno del Progetto è prevista la realizzazione di percorsi
specifici di acquisizione dell'italiano rivolti ad allievi della scuola
elementare e media, al fine di facilitare, nel modo più rapido
ed efficace, l'accesso agli apprendimenti comuni.
Verranno organizzati dei laboratori linguistici, aventi come obiettivo
principale l'insegnamento dell'italiano (considerato lingua seconda) per
comunicare nel quotidiano, giocare, esprimere bisogni, emozioni, sentimenti,
ma anche per studiare, apprendere e rielaborare contenuti disciplinari
diversi.
Un'attenzione particolare verrà riservata all'apprendimento della
lingua dello studio.
I laboratori linguistici avranno luogo all'interno delle scuole, durante
l'orario scolastico e saranno condotti da educatori esperti nell'insegnamento
dell'italiano L2.
Mediazione linguistico-culturale
Questa azione verrà svolta da mediatori linguistico-culturali di
origine straniera, che avranno il compito di accogliere e accompagnare
l'alunno straniero neo-arrivato durante la prima fase di inserimento e
di agevolare la comunicazione in ambito scolastico e i rapporti scuola-famiglia.
I destinatari, e le azioni specifiche loro rivolte, saranno,
pertanto, i seguenti:
Alunni immigrati
• sostenere la prima fase di accoglienza e inserimento;
• rendere esplicite le regole della scuola;
• accogliere e rassicurare.
Insegnanti
• contribuire a risolvere difficoltà comunicative
durante la prima fase di inserimento;
• fornire informazioni sulla storia dell'alunno
e sui modelli educativi e scolastici del paese d'origine;
• intervenire, a richiesta, per mediare e tradurre
in diversi momenti
(consegna delle schede di valutazione, colloqui
con i genitori, ecc.);
• tradurre materiale informativo e comunicazioni.
Genitori immigrati
• orientare ed accompagnare i genitori neo-arrivati;
• produrre materiale informativo;
• intervenire in situazioni di "crisi"
per gestire eventuali fraintendimenti e incidenti interculturali.
Educazione interculturale
Gli interventi di educazione interculturale
che il Progetto intende proporre saranno condotti, principalmente, dai
mediatori culturali che interverranno nelle classi e presenteranno percorsi
didattici a partire da temi ed argomenti diversi quali la fiaba, la festa,
la geografia, il modo di concepire il tempo, l'abbigliamento, la cucina
e così via.
La presenza in classe dei mediatori culturali riveste un
ruolo molto importante per tutti gli alunni:
• per gli alloctoni, poiché la figura del
mediatore fa loro sentire di essere autorevolmente rappresentati, costituendo
un modello positivo di identificazione, legittimazione e prestigio;
• per gli autoctoni, in quanto offre l'opportunità
di conoscere le tradizioni, gli usi e i valori di altri paesi e acquisire,
attraverso il confronto, una maggiore consapevolezza della propria identità
culturale.
Valorizzazione e mantenimento della lingua e della
cultura d'origine
Un problema comune a molti alunni stranieri riguarda la perdita progressiva
della lingua materna. La perdita della lingua famigliare viene vissuta
spesso, anche se non sempre, dai genitori immigrati con grave preoccupazione.
E' segno di un'interruzione tra le diverse generazioni, e di un'impossibilità
di tramandare la cultura d'origine. Per ovviare a questo
grave inconveniente e per sottolineare che la conoscenza della lingua
e della cultura d'origine rappresenta una chance e una risorsa aggiuntiva
per l'alunno straniero, il Progetto prevede l'organizzazione di due laboratori
di lingua e cultura d'origine, uno di lingua araba e uno di lingua ispano-americana.
Questa scelta è motivata sia dal fatto che vi è una effettiva
maggiore presenza numerica di alunni arabofoni e ispanofoni all'interno
dei plessi scolastici interessati dal Progetto, sia dal fatto che queste
due culture, per ragioni diverse, sono maggiormente a rischio di perdita
della lingua d'origine.
I laboratori verranno condotti da insegnanti madrelingua,
all'interno delle scuole, in orario extra-scolastico.
Sensibilizzazione e formazione degli operatori
scolastici
All'interno del Progetto è prevista
un'intensa attività di sensibilizzazione e formazione che, benché
declinata in forme diverse, sarà diretta a tutti gli operatori
scolastici.
• Verranno proposti incontri periodici
con tutto il corpo docente a partire da tematiche quali la pedagogia interculturale,
la stesura e la messa in pratica di un protocollo d'accoglienza, le modalità
di relazione e comunicazione con alunni stranieri e le loro famiglie,
le caratteristiche delle lingue e delle culture d'origine e così
via.
• Nel rispetto dei temi e dei tempi della programmazione
didattica dei singoli plessi interessati, gli operatori del Progetto presenteranno
e proporranno agli insegnanti materiali didattici e percorsi interculturali
da realizzare nelle classi.
• Verranno istituiti gruppi di discussione sui
casi scolastici guidati dagli psicologi a libera partecipazione da parte
dei docenti.
Le modalità di attuazione dell'iniziativa proposta saranno concordate
con le singole scuole.
Per quanto concerne il personale scolastico non docente,
a seconda del ruolo ricoperto all'interno dell'istituzione, il Progetto
prevede incontri di sensibilizzazione, informazione e/o formazione.
Gli incontri saranno tenuti da insegnanti formatori, psicologi e mediatori
linguistico-culturali.
I primi contatti del bambino straniero e della sua famiglia con l'istituzione
scolastica avvengono, infatti, tramite personale non docente.
Attività di consultazione psicologicaNell'ambito
dei diversi plessi scolastici sarà prevista la presenza dello psicologo
al fine di promuovere uno spazio di ascolto rivolto a tutte le componenti
(operatori scolastici, alunni, genitori).
La finalità dello sportello è quella di permettere ai soggetti
di tradurre in domanda le difficoltà incontrate e il disagio percepito.
L'atto stesso di rivolgersi ad un terzo (lo psicologo) pone le premesse
per lo sviluppo di una riflessione più approfondita che porti a
una rielaborazione del problema e alla ricerca di nuove soluzioni.
I colloqui saranno effettuati su appuntamento concordando preliminarmente
con le scuole i tempi (giorni e orari) dedicati alla consultazione.
La presenza dello sportello, oltre a garantire una prima
risposta al bisogno, aiutando i soggetti ad attivare le proprie competenze
e a mettere in atto le proprie strategie per affrontare le difficoltà,
può rappresentare un luogo dove concertare diverse modalità
di intervento:
• fungendo da raccordo con le altre iniziative
del Progetto stesso per un impiego sinergico delle risorse (giocacortili,
animazione, laboratori, etc.)
• fungendo da ponte e favorendo l'accompagnamento
verso altre realtà appartenenti alla rete esistente sul territorio
per un intervento più mirato
Sensibilizzazione dei genitori autoctoni
I l progetto intende offrire spazi di ascolto, riflessione e confronto,
all'interno dei quali possano emergere ed essere accolti e rielaborati
dubbi, questioni, difficoltà e anche pregiudizi relativi alla convivenza
tra culture diverse.
A questo scopo i genitori verranno invitati ad un ciclo di incontri con
gli operatori del Progetto, che si terranno a scuola e che si prefiggono,
da un lato, di sensibilizzare i partecipanti e, dall'altro, di dotarli
di quella che potremmo definire una "consapevolezza" interculturale.
Attività di cineforum per la scuola mediaUna delle
iniziative del Progetto è la proposta di un cineforum rivolto alla
scuola media, nel quale, alla visione dei film segua un momento di dibattito
sulle tematiche emerse. L'iniziativa è già stata sperimentata
con molto successo nell'ambito del Progetto concluso.
I film saranno scelti sulla base della pertinenza dei contenuti e in relazione
all'età dei partecipanti: costruzione della propria identità,
conflitto generazionale, relazioni tra pari, paure, sentimenti e desideri
che caratterizzano questo periodo di transizione verso l'età adulta.
Saranno, ovviamente, affrontate anche tematiche sociali di interesse per
le giovani generazioni che vivono nuovi legami e si affacciano su una
società in continuo cambiamento.
In linea con lo spirito del Progetto e in base all'utenza coinvolta, particolare
attenzione sarà dedicata al tema ell'intercultura.
Le modalità di attuazione del cineforum (luoghi e tempi) saranno
concordate con le scuole interessate.
Animazione
Al fine di creare o, dove già esistenti, consolidare relazioni
positive e di conquistare la fiducia di bambini e genitori, gli animatori
che interverranno nei cortili del quartiere e nel campo Rom inizieranno
la loro attività, in via preliminare, all'interno delle scuole.
L'INTERVENTO EXTRASCOLASTICO
Giocacortili
Date le finalità generali del Progetto, che si delinea
quale intervento a favore dell'integrazione scolastica e sociale dei giovani
stranieri, la principale ricchezza dell'attività dei Giocacortili
è quella di rappresentare un'opportunità di intervento sul
minore e sul suo ambiente di vita che non si limiti esclusivamente all'ambito
scolastico.
Essa si svolgerà all'interno dei diversi cortili del quartiere
interessato dal Progetto, dove è maggiore la concentrazione di
minori stranieri.
Animazione nel campo Rom
E' innegabile che i nomadi, anche se stranieri, rappresentano
una realtà peculiare difficilmente assimilabile al fenomeno dell'immigrazione
tout court.
Nell'ambito del Progetto concluso l'intervento progettato all'interno
del campo di Via Vaiano Valle ha rappresentato senza dubbio la più
grande "scommessa".
I risultati conseguiti e per certi aspetti insperati, l'adesione incontrata
da parte degli interessati, i bisogni emersi durante l'attuazione del
Progetto e ancora insoddisfatti, motivano ampiamente una prosecuzione
dell'attività di animazione all'interno del campo.
Grazie al lavoro finora svolto, e alla sempre migliore conoscenza da parte
degli operatori di questa realtà, le finalità dell'attività
di animazione sono state riviste e ridefinite.
In aggiunta all'attività di animazione così
intesa, per rispondere ad un bisogno più volte espresso, verrà
proposto un corso di alfabetizzazione per giovani donne da tenersi all'interno
del campo.
L'INTERVENTO SUL TERRITORIO
E' un dato di fatto che attualmente, e per diverse ragioni,
la collaborazione tra le strutture interessate alla stessa area problematica
risulti essere quasi del tutto discrezionale.
La messa in rete delle risorse disponibili, auspicabile ai fini di un'ottimizzazione
dei servizi erogati è, in assenza di un progetto precipuamente
finalizzato a ciò, quasi impraticabile anche a livello di microrealtà.
Mettere in rete le risorse disponibili del quartiere è
stata una delle attività che ha visto maggiormente impegnati gli
operatori del Progetto in corso.
Durante l'attuazione del Progetto si è così riusciti a dare
vita ad una serie di incontri ai quali hanno partecipato diverse realtà
del pubblico e del privato sociale.
Obiettivo prioritario del Progetto sarà quello di implementare
la rete e consolidare questa modalità di raccordo dando vita ad
un tavolo permanente che possa, in futuro, mantenersi in vita indipendentemente
dal Progetto. |